Le angiodisplasie o anomalie
vascolari, comunemente definite “angiomi”, costituiscono
un gruppo estremamente eterogeneo di patologie congenite dell’apparato
vascolare.
Esse rappresentano un problema di grandissima rilevanza sul piano medico
e sociale in quanto possono causare notevoli problemi funzionali, estetici
e psicologici.
Non si conosce l’incidenza globale nella popolazione italiana,
ma esistono dati epidemiologici che indicano la tendenza ad un graduale
aumento negli ultimi decenni.
I fattori etiopatogenetici non sono completamente noti al momento attuale,
ma si tratta verosimilmente di patologie su base genetica multifattoriale:
nella maggior parte dei casi si presentano come forme sporadiche in
soggetti con anamnesi familiare negativa.
La classificazione nosologica delle angiodisplasie o anomalie vascolari
è a tutt’oggi controversa a causa dell’eterogeneità
dei quadri clinico-patologici e della confusione terminologica generata
in passato da molteplici definizioni mediche e popolari radicate nell’uso
comune.
Nel corso dell’XI International Workshop tenutosi a Roma nel 1996
e presieduto dal professor Francesco Stillo, l’ISSVA (International
Society for the Study of Vascular Anomalies) ha approvato una classificazione
anatomo-clinica che distingue due categorie principali di angiodisplasie:
gli emangiomi e le malformazioni vascolari propriamente dette. Queste
ultime sono suddivise in diversi sottogruppi a seconda del tipo di vaso
interessato: capillari, venose, artero-venose, linfatiche. Peraltro
l’associazione di diverse forme può dare origine a malformazioni
miste o complesse.
ANOMALIE VASCOLARI (classificazione
ISSVA 1996)

Gli emangiomi e le
malformazioni vascolari propriamente dette sono patologie radicalmente
diverse, che presentano pertanto percorsi diagnostici e terapeutici
differenti.
Gli EMANGIOMI sono tumori benigni dell’età
neonatale caratterizzati dalla proliferazione neoplastica di cellule
endoteliali della parete dei vasi sanguigni.
La loro storia naturale è caratterizzata dalla comparsa post-natale
(generalmente nelle prime settimane di vita extra-uterina), da una fase
di rapido accrescimento che si protrae fino all’ottavo-dodicesimo
mese (fase proliferativa) e infine da una regressione spontanea che
generalmente si completa entro il sesto-ottavo anno di vita (fase involutiva).
L’incidenza è significativamente più alta nel sesso
femminile (rapporto 3/1).
Le MALFORMAZIONI VASCOLARI sono anomalie morfologiche
congenite di vari distretti dell’apparato vascolare, legate a
errori dello sviluppo embriogenetico.
Sono già presenti alla nascita, anche se non sempre visibili,
e mostrano un accrescimento lentamente progressivo nel corso degli anni
in proporzione allo sviluppo somatico, con frequenti accelerazioni evolutive
legate a fattori ormonali, infettivi o traumatici. Non esistono significative
differenze di incidenza tra i due sessi.